Science communication and the science of science communication.

I science shop sono strumenti partecipativi tramite i quali i cittadini cooperano con i ricercatori alimentando spesso anche nuovi rami di ricerca.
Questi strumenti fanno parte della “moderna” comunicazione della scienza: oggi alla comunicazione classica si sta affiancando, sempre più spesso una nuova metodologia che pone il pubblico come parte attiva della comunicazione, in grado non solo di ascoltare ma di partecipare e prendere decisioni in merito alle ricerche svolte all’interno delle università e dei centri di ricerca: si parla di “citizen science” o “scienza dei cittadini”.
La forma più semplice di comunicazione pubblica della scienza è quella della divulgazione ovvero il trasferimento mediato o meno da giornalisti di ricerche/invenzioni al pubblico.
Quindi la divulgazione scientifica richiede l’esposizione dei risultati scientifici, senza entrare troppo nel dettaglio, usando un linguaggio di tutti i giorni ed evitando il più possibile l’uso di formalismi specializzati. La divulgazione scientifica è un tipo di comunicazione “top-down” nella quale l’esperto espone la ricerca scientifica e il pubblico passivamente ascolta.
Una nuova forma di comunicazione della scienza si sta imponendo negli ultimi anni nella quale il pubblico è attore tanto quanto gli esperti, dai caffè-scienza, ai focus group, alle tavole rotonde le nuove metodologie cercano di portare pubblico ed esperti sullo stesso piano.

Ma chi deve occuparsi di fare questa comunicazione?
Pietro Greco, giornalista e studioso di scienza e società, sottolinea che:

“Siamo entrati in una nuova era dell’organizzazione del lavoro degli uomini di scienza, un’era che è stata definita post-accademica (John Ziman, 2002). Questa era è caratterizzata dal fatto che decisioni rilevanti per lo sviluppo della conoscenza scientifica vengono prese sempre più dalla comunità scientifica (o dalle comunità scientifiche) in compartecipazione con una serie variegata e variabile di altri gruppi sociali."(Il modello Venezia. La comunicazione nell’era post-accademica della scienza Pietro Greco . 1999)

(https://theupturnedmicroscope.com/comic/science-communication/)
La responsabilità e la possibilità di essere protagonisti nel comunicare la scienza è quindi principalmente nelle mani dell’università e degli enti di ricerca, che hanno iniziato ad affiancare, alla comunicazione istituzionale, anche la divulgazione scientifica.
Inoltre alle classiche missioni delle Università, quali la didattica e la ricerca, si è affiancata una terza missione, relativa al trasferimento dei risultati della ricerca verso la società. Si tratta sia del trasferimento tecnologico della ricerca (brevetti, spin-off, contratti conto-terzi e convenzioni, intermediari) che della produzione di beni pubblici sociali e culturali (public engagement, patrimonio culturale, formazione continua, sperimentazione clinica).

I ricercatori quindi stanno diventando sempre di più i veri attori della comunicazione, e questo dovrebbe essere sentito non solo come “dovere” ma, come scrive Carrada, un’esigenza:

“Il desiderio di far conoscere i risultati delle proprie ricerche, o più in generale del campo di studi nel quale si lavora, è un’esigenza assolutamente naturale, che anche se taciuta accomuna la stragrande maggioranza dei ricercatori. E’ bello uscire dai confini (anche umani) della specializzazione e condividere con gli altri le proprie passioni: riuscire a farlo può essere una fonte di grandi soddisfazioni personali”.(Carrada G., (2005). Comunicare la scienza: kit di sopravvivenza per ricercatori. Vol. 12. Alpha Test.)

La comunicazione della scienza sta diventando materia di studio e di ricerca essa stessa, con la stessa dignità di altri argomenti di studio. Negli Stati Uniti la chiamano “science of science communication” ovvero “scienza della comunicazione della scienza”.
Spesso la comunicazione della scienza viene catalogata come la modalità con la quali i ricercatori espongono i risultati delle loro ricerche o spiegano al grande pubblico temi di interesse comune. In realtà, negli ultimi anni, si sta assistendo, sopratutto Negli Stati Uniti d’America, ad una consapevolezza che la comunicazione della scienza è essa stessa materia di studio ed è una materia fortemente interdisciplinare dove sociologi, scienziati, comunicatori sono coinvolti.
Infatti in questo dialogo tra scienza e società diventa fondamentale capire come la comunicazione possa essere efficace, in modo da produrre una conoscenza collettiva e partecipata imparando a usare, rispetto ai temi e al pubblico, una metodologia opportuna


Baruch Fischhoff, fautore di questa nuova disciplina scrive:
"....Learning what laypeople know and need to know requires empirical research. " (Baruch Fischhoff,The sciences of science communication, PNAS,vol. 110 no. Supplement 3, 14033-14039, DOI10.1073/pnas.1213273110)




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